Noemi: voto 9. L’interpretazione è cresciuta sera dopo sera. Non ha sbagliato un vestito e ha saputo anche concedersi qualche trasgressione (come le piccole corna di venerdì) senza strafare. Andrà lontano e iTunes già la premia.
Marco Mengoni: voto 10. È lui la vera novità. Bravissimo, come sempre a ogni esibizione sa essere diverso dimostrando grande padronanza. Elegantissimo, con tocco moderno asimmetrico nella giacca, e anche più cool con il capello compostissimo.
Povia: voto 5. La canzone avrà pure una sua cifra, migliorato dal punto di vista vocale, ma è sempre troppo furbo e ammiccante: la bimba ballerina (bravissima) di venerdì, i rosari e le grandi croci al collo. Troppo.
Malika Ayane: voto 9. Nei riascolti la canzone svela la sua particolare e raffinata costruzione. Veramente bello l’arrangiamento. E la voce non si discute: potente, morbida, dal colore assolutamente insolito.
Irene Grandi: voto 7. Il suo look è tra i migliori del Festival, non ha sbagliato una mise riempiendo la scena con la sua prorompente, energetica personalità. Ma la canzone non le rende merito.
Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici: voto 0. Impossibile quantificare la retorica insopportabile del tutto. E finale troppo annunciata.
Irene Fornaciari: voto 8. Bella voce, grande presenza scenica. Gli abiti e i gioielli datati anni ’70, portati con convincente disinvoltura, la rendono vero personaggio
Simone Cristicchi: voto 7. Ha continuato a saltare sul palcoscenico dell’Ariston con la sua sarcastica filastrocca sui mali della nostra società invocando la première Dame di Francia. Sempre più trascinante, divertente.
Arisa: voto 6. Senza le fantastiche Sorelle Martinetti e il loro sapiente impasto vocale, così datato e così efficace, cosa avrebbe fatto? Il ritornello prende, è gradevole, e infatti vende…