Pagelle dopo la serata finale di SanRemo

Valerio Scanu: voto 5. Non ci convince. Attenzione alla pronuncia. Venderà, ma mantenere il risultato non sarà facile. Vedremo.

Noemi: voto 9. L’interpretazione è cresciuta sera dopo sera. Non ha sbagliato un vestito e ha saputo anche concedersi qualche trasgressione (come le piccole corna di venerdì) senza strafare. Andrà lontano e iTunes già la premia.

Marco Mengoni: voto 10. È lui la vera novità. Bravissimo, come sempre a ogni esibizione sa essere diverso dimostrando grande padronanza. Elegantissimo, con tocco moderno asimmetrico nella giacca, e anche più cool con il capello compostissimo.

Povia: voto 5. La canzone avrà pure una sua cifra, migliorato dal punto di vista vocale, ma è sempre troppo furbo e ammiccante: la bimba ballerina (bravissima) di venerdì, i rosari e le grandi croci al collo. Troppo.

Malika Ayane: voto 9. Nei riascolti la canzone svela la sua particolare e raffinata costruzione. Veramente bello l’arrangiamento. E la voce non si discute: potente, morbida, dal colore assolutamente insolito.

Irene Grandi: voto 7. Il suo look è tra i migliori del Festival, non ha sbagliato una mise riempiendo la scena con la sua prorompente, energetica personalità. Ma la canzone non le rende merito.

Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici: voto 0. Impossibile quantificare la retorica insopportabile del tutto. E finale troppo annunciata.

Irene Fornaciari: voto 8. Bella voce, grande presenza scenica. Gli abiti e i gioielli datati anni ’70, portati con convincente disinvoltura, la rendono vero personaggio

Simone Cristicchi: voto 7. Ha continuato a saltare sul palcoscenico dell’Ariston con la sua sarcastica filastrocca sui mali della nostra società invocando la première Dame di Francia. Sempre più trascinante, divertente.

Arisa: voto 6. Senza le fantastiche Sorelle Martinetti e il loro sapiente impasto vocale, così datato e così efficace, cosa avrebbe fatto? Il ritornello prende, è gradevole, e infatti vende…